Fino a 20.000 € a fondo perduto per digitalizzare e mettere in sicurezza la tua impresa
La misura prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili (fino a un massimo di 20.000 €), destinato all’acquisto di software, hardware e servizi specialistici in ambito cloud computing e cybersecurity.
L’agevolazione richiede che i servizi siano acquistati da fornitori iscritti in un apposito elenco ministeriale, in fase di costituzione da marzo 2026. Tra i requisiti obbligatori per i beneficiari è prevista la copertura assicurativa contro i rischi catastrofali.
Finalità del bando
Il voucher punta a:
- promuovere la diffusione di servizi digitali innovativi basati su tecnologie cloud e cybersecurity;
- migliorare la protezione dei dati e delle infrastrutture informatiche delle imprese;
- stimolare l’adozione di soluzioni più avanzate rispetto a quelle già in uso;
- sostenere la transizione digitale di PMI e professionisti attraverso strumenti concreti e facilmente accessibili.
Sono ammissibili solo servizi nuovi o migliorativi rispetto alle dotazioni tecnologiche esistenti.
Beneficiari
Possono richiedere il contributo:
- micro, piccole e medie imprese (PMI) regolarmente costituite e attive;
- lavoratori autonomi con partita IVA, anche iscritti ad albi o ordini professionali.
Requisiti principali:
- contratto di connettività con velocità minima di 30 Mbps in download;
- regolarità assicurativa contro i rischi catastrofali, come previsto dalla Legge n. 213/2023;
- assenza di procedure concorsuali, sanzioni o provvedimenti che impediscano di contrarre con la Pubblica Amministrazione.
Interventi e spese ammissibili
Sono finanziabili piani di spesa per servizi cloud e soluzioni di cybersecurity, acquistabili in forma diretta o tramite abbonamento (massimo 24 mesi).
Le spese devono essere almeno pari a 4.000 euro e possono comprendere:
- Hardware di sicurezza: firewall, router e switch sicuri, dispositivi IPS per la prevenzione delle intrusioni;
- Software di sicurezza: antivirus, antimalware, crittografia dei dati, monitoraggio delle reti, sistemi SIEM e vulnerability management;
- Servizi cloud infrastrutturali: virtual machine, backup e storage, network & security (VPN, protezione DDoS), database cloud;
- Servizi cloud SaaS: software gestionali (ERP, CRM, HRM, CMS, e-commerce), contabilità, produttività e workflow digitale;
- Servizi di supporto tecnico: configurazione iniziale, monitoraggio e assistenza continuativa.
Tutti i servizi devono essere qualificati come “Cloud di livello QC1” e forniti da operatori accreditati presso l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).
Requisiti fondamentali sui fornitori
Possono iscriversi all’elenco non solo i soggetti con qualifica ACN (QC1), ma anche i fornitori privati che dimostrino il possesso di specifiche certificazioni (es. ISO 9001 e ISO/IEC 27001 con estensioni) valide alla data della domanda.
Accreditamento fornitori
Le aziende ICT che intendono vendere le soluzioni agevolabili devono iscriversi all’elenco ministeriale.
- Apertura sportello fornitori: dalle ore 12:00 del 4 marzo 2026.
- Chiusura sportello fornitori: alle ore 12:00 del 23 aprile 2026.
Contributo
Il voucher è concesso a fondo perduto e copre il 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro per beneficiario.
L’incentivo è riconosciuto in regime de minimis e può essere cumulato con altri aiuti, nel rispetto dei limiti europei.
Domande beneficiari (PMI e professionisti)
Le date per la presentazione delle domande di contributo saranno rese note dopo la pubblicazione dell’elenco fornitori (dopo aprile 2026).
L’assegnazione avverrà con procedura a sportello in ordine cronologico.
Il contributo potrà essere erogato in una o due tranche, a fronte della presentazione delle fatture quietanzate e dei pagamenti tracciabili con CUP riportato in fattura.
Ulteriori informazioni sono reperibili nel sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
